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CHI SIAMO

Berggruen Arts & Culture

Istituito da Berggruen Arts & Culture, fondazione benefica creata dal collezionista e filantropo Nicolas Berggruen, Palazzo Diedo si propone di approfondire il legame tra l'arte contemporanea e il passato, e tra l'Oriente e l’Occidente. Ospiterà residenze d'artista, mostre, eventi, film e performance su cinque diversi livelli con una superficie totale di 4.000 metri quadrati.

© Casa dei Tre Oci

Nel 2021, Nicolas Berggruen ha acquisito anche la Casa dei Tre Oci, a Venezia, per farne il centro europeo del Berggruen Institute, una casa delle idee e un luogo di dialogo globale che avrà un programma internazionale di summit, workshop, simposi e mostre.

Il Berggruen Institute Europe e le Gallerie dell'Accademia presentano congiuntamente opere provenienti dal Berggruen Museum di Berlino, nella mostra che inaugura lo spazio dei Tre Oci, Affinità Elettive: Picasso, Matisse, Klee e Giacometti in entrambe le sedi dal 24 marzo al 23 giugno 2024.

Palazzo Diedo

  • Palazzo Diedo ©Matteo Catania Hubove Studio_38
  • Palazzo Diedo ©Matteo Catania Hubove Studio_38
  • Palazzo Diedo ©Matteo Catania Hubove
  • Palazzo Diedo ©Matteo Catania Hubove Studio_38

Il Palazzo riapre le porte dopo oltre due anni di restauro che hanno riportato allo splendore i monumentali spazi decorati con affreschi e stucchi del ‘700 e ‘800 dopo un lungo abbandono.

Costruito nella seconda metà del XVIII secolo su progetto dell’architetto Andrea Tirali come residenza dell’importante famiglia Diedo, il Palazzo affacciato sul Rio della Maddalena si sviluppa su cinque livelli, con una superficie totale di circa 4.000 metri quadrati, due piani nobili, un mezzanino e un’ampia mansarda che sarà dedicata alle residenze di artisti.

Con un numero incredibile di finestre che accolgono la calda luce della laguna su tutti i lati, il Palazzo presenta notevoli elementi decorativi a partire dal Piano Terra che con la sua altezza di 8 metri presenta due portali, che costituivano una originale composizione a croce latina, sovrastati da una trabeazione a fasce e da un piccolo timpano centrale con figure in gesso. Il mezzanino conserva decori con stucchi monocromi e colori pastello, cornici a motivi floreali e medaglioni con ritratti. Prezioso è soprattutto l’apparato decorativo dei soffitti delle sale del Primo Piano con un ciclo pittorico realizzato da Francesco Fontebasso dipinto nel 1765 con temi allegorico-mitologici, e uno lievemente più tardo attribuito a Costantino Cedini eseguito per celebrare le nozze di Antonio Diedo, futuro segretario perpetuo della nuova Accademia di Belle Arti con Lucrezia Adriana Nani avvenute nel 1795. In fine, il secondo Piano Nobile, in futuro destinato ai laboratori d’artista, presenta nel solo portego centrale sei grandi affreschi di Capricci romani monocromi.

A seguito del fallimento della famiglia Diedo il Palazzo fu acquistato dal Comune di Venezia nel 1889 destinato alla funzione di scuola elementare, il cui ricordo è ancora vivido nella memoria dei veneziani, e successivamente divenne sede del Tribunale di Sorveglianza.

Dopo un decennio di abbandono, oggi Palazzo Diedo mira ad essere un organo attivo nel ricco tessuto cittadino ospitando installazioni permanenti create appositamente per i suoi spazi, oltre ad eventi performance, simposi e proiezioni. A partire dal 2026 ospiterà un programma di residenze d’artista per la promozione della creazione artistica a Venezia in diretta collaborazione con artigiani specializzati nelle diverse tecniche della tradizione locale come il vetro, la costruzione navale, i tessuti, la ceramica e la porcellana, la forgiatura del ferro.

Opere Site Specific

© Massimo Pistore

Palazzo Diedo, nuovo spazio dedicato all'arte contemporanea, il più grande a Venezia nell’ultimo decennio, apre al pubblico il 20 aprile 2024 con 11 interventi originali site-specific di altrettanti artisti di fama internazionale: Urs Fischer, Piero Golia, Carsten Höller, Ibrahim Mahama, Mariko Mori, Sterling Ruby, Jim Shaw, Hiroshi Sugimoto, AYA TAKANO, Lee Ufan e Liu Wei.

La mostra, intitolata Janus, e i due progetti speciali, presentati in collaborazione rispettivamente con The Kitchen di New York e con la Polaroid Foundation, riaprono il Palazzo dopo un importante restauro in concomitanza con la 60° Esposizione Internazionale d'Arte - La Biennale di Venezia 2024.


Gli interventi degli artisti sono stati concepiti in dialogo con l'architettura e le caratteristiche dell'edificio settecentesco realizzato da Andrea Tirali, un tempo sede di una delle più potenti famiglie veneziane e successivamente utilizzato come scuola elementare e come tribunale. Le opere sono ispirate ai mestieri tradizionali legati a Venezia, come gli affreschi, il vetro di Murano, i tessuti preziosi e i pavimenti con il loro tipico design. La mostra prende il nome da Giano (Janus), il dio romano degli inizi, spesso visto con due facce, una che guarda in avanti e l'altra all'indietro, a indicare l'obiettivo della mostra di unire simbolicamente la storia con la contemporaneità.

Staff

Mario Codognato, Director, Berggruen Arts & Culture

Mario Codognato was, since its foundation in 2005, the chief curator of MADRE, the new museum of contemporary art in Naples, where he has curated, among others, the retrospectives of the work of Jannis Kounellis (2006), Rachel Whiteread (2007), Thomas Struth (2008) and Franz West (2010).

He has previously worked at the contemporary art project at the Archeological Museum in Naples, where he curated the exhibitions of Francesco Clemente (2002), Jeff Koons (2003), Anish Kapoor (2003), Richard Serra (2004), Anselm Kiefer (2004) and the first ever museum retrospective of Damien Hirst (2004).

Since 1999, he has curated site-specific public projects for Piazza Plebiscito in Naples including Robert Rauschenberg (1999), Joseph Kosuth (2001), Sol Lewitt (2005), Jenny Holzer (2006), Jan Fabre (2008) and Carsten Nicolai (2009). He has curated exhibitions for other institutions and written their catalogue essays on the work of Alighiero Boetti (1992 and 1999), Richard Long (1994 and 1997), Gilbert & George (1998), Jan Fabre (1999), Brice Marden (2001), Wolfgang Laib (2005) Candida Hoeffer (2013), Douglas Gordon (2017) and Ed Ruscha (2019). He has curated several thematic exhibitions, including Barock at MADRE in 2009 and Fragile? at the Cini Foundation in Venice in 2013.

From 2014 to 2016 he was chief curator at the 21er Haus of the Belvedere in Vienna, where he has curated among others, the retrospective exhibitions of Olafur Eliasson, Tomas Saraceno and Sterling Ruby, and the exhibition “Sleepless” on the history and role of the bed in art. Latest projects include Anish Kapoor at Macro in Rome (2017), Damien Hirst at Houghton Hall in Norfolk (2018) and Galleria Borghese in Rome (2021) and Georg Baselitz at the Museum Palazzo Grimani in Venice (2021).

Since 2016 he is the director of the Anish Kapoor Foundation and since 2022 of the Berggruen Arts & Culture Foundation. He will co-curate in 2024 with Gary Garrels the Willem de Kooning survey exhibition at the Gallerie dell’Accademia in Venice during the next Art Biennale.

Adriana Rispoli, Curator, Berggruen Arts & Culture

Adriana Rispoli is an art historian and curator whose interests are mainly focused on art in public space, site-specific art projects and environmental issues.

She has been a curator at Madre Museum in Naples and collaborated in curating exhibitions and interdisciplinary projects with numerous Italian and international institutions including the Venice Biennale, Copodimonte Museum, Fondazione Morra, Museo Pignatellli in Naples, Paestum Archaeological Park, Certosa di San Giacomo Capri, Palazzo Incontro Rome, Palazzo Ducale Massa Carrara, Ovartaci Museum, Aahrus Denmark, Belgrade Cultural Center, Serbia, MSU Museum of Contemporary Art Zagreb, Croatia, Zoma Museum Addis Ababa, Ethiopia, PiSt Istanbul, Town House Cairo, CCA Tel Aviv, State Museum Thessaloniki.

She has edited numerous publications and essays in catalogues, currently in her third year of a PhD program at the University of Salerno and working as a curator at Palazzo Diedo, Berggruen Arts & Culture, Venice.

Silvio Fassi, Architect, Berggruen Arts & Culture

Silvio Fassi graduated in architecture from the IUAV in Venice in 1993 and trained at Vittorio Gregotti's studio, first in Lisbon, participating in Expo98 and various renovation and new construction projects, and then in Milan, participating with Pierluigi Cerri in numerous interior architectures and fit-out projects.

In the Venice lagoon area, he has directed numerous renovation, renovation, and urban regeneration projects, including: the Enel colonia marina at Alberoni, Coin house at Santa Sofia on the Grand Canal, Vega Science and Technology Park in Porto Marghera (Vega 2 and Vega 3), renovation of the Rossini cinema.

The most significant ongoing projects are the urban regeneration of a large area in Porto Marghera (Officine Galileo, Ferriera Preo and Molo di Venezia), ca' Diedo da le Oche in Venice, ca' Diedo in santa Fosca and casa 3 Oci in Giudecca.

Pietro Lunetta, Producer, Berggruen Arts & Culture

Born in Venice in 1972, though destined for other business, he became a designer after discovering his creative talent when seeing the success of his creations originally invented for fun. His natural skills as a designer allowed him to see, for example, one of his lamps be made immediately and put to production by Nemo Italiana Luce in 1996. Pietro trained and collaborated with Aldo Cibic’s studio in 1999, whilst simultaneously carrying out design projects for other companies and design exhibitions, such as Leucos, Andromeda, EaTable Glass, Oltrelaguna, Fusion, Murano Museum of Glass, Aperto Vetro 1998. His approach to design is sophisticated, with the correct dose of liveliness, yet encapsulated in a simple, functional and practical style. His predilection to rethink ordinary objects, or classical forms within a new context, creating surprising experiences and enhancing perception to extend their use whilst maintaining a remarkable level of quality is not the result of an ideology or process of recovery, but rather a way to deceive expectations.

In 2005 Pietro co-founded Façon de Venise, designing the first collection of rubber outdoor chandeliers. In 2009 he began a collaboration with Fortuny, the famous printed fabric factory, later taking over as its Art Director until 2017.

In 2018 he began the project Homer. He serves in multidisciplinary roles, from product design to art direction. He has also been Producer for Palazzo Diedo Berggruen Arts & Culture since 2023.

Palazzo Diedo
Berggruen
Arts & Culture

Contatti
+39.041.0980227
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Fondamenta Diedo
Cannaregio 2386
30121 Venezia